Arrivano i saldi: a caccia dell’affare di inizio anno
di Alessia Pillolla
I saldi di fine stagione sono in arrivo. L’assalto ai negozi con la corsa alle
occasioni e agli affari scatterà l’8 gennaio per concludersi l’8 marzo. Una boccata di ossigeno per venditori e clienti nel mare della ormai tanto conclamata crisi?
Può darsi, ma nei negozi del centro di Cagliari non c’è grande attesa, forse perché prima si spera nell’exploit di vendite per le feste di fine anno. “Fare una previsione è difficile - dice Andrea Bertola, titolare di una nota catena di negozi di abbigliamento - i saldi sono diventati quasi una stagione a sé: se l’inverno è stato freddo andranno male, se è stato caldo andranno bene. In ogni caso la crisi costringe noi negozianti ad acquistare meno merce, di conseguenza per il periodo dei saldi restano meno giacenze.
Tant’è che nei negozi poco seri ti tirano fuori roba degli anni passati”. L’unica certezza è che come ogni anno una marea di clienti si riverserà nei negozi. “Le persone che possono comprare solo in saldo sono tante - prosegue Bertola - fregature? Mi sembra che il cliente non sia più così ingenuo. Gli imbrogli si prendono piuttosto su internet, dove ti rifilano a buon prezzo capi d’abbigliamento delle griffes più prestigiose ma sono dei falsi clamorosi. Per il resto, l’imbroglio non esiste: il cliente non è costretto a comprare nulla, acquista se un articolo gli piace nell’aspetto e nel prezzo, altrimenti lo lascia qui”. Dello stesso avviso Ninni Piana, navigato vetrinista di uno dei negozi di Castangia, “Nelle aziende serie le truffe non esistono. I prezzi sono conosciuti e il cliente è diventato troppo malizioso per abboccare alle offerte troppo allettanti.
E’ chiaro che se ti propongono uno sconto dell’80 per cento o è un capo rubato o è taroccato o è merce stoccata”. Ma i saldi sono davvero il periodo in cui si vende di più? “Certo i clienti aumentano - prosegue Piana - alcuni li vediamo qui puntualmente solo per i saldi. Ma non sono i due mesi di offerte a fine stagione a sollevarci dalla crisi: i veri problemi sono la merce cinese, la roba taroccata che vendono gli extracomunitari in Piazza Yenne, a due passi dal nostro negozio e, non ultimo, i centri commerciali, che con la comodità dei grandi parcheggi e delle passeggiate coperte, strappano i clienti ai negozi del centro, quelli storici come noi, ma anche quelli nuovi, che spesso non sopravvivono alla concorrenza”. Resta il fatto che i saldi sono la parola magica che invita tutti allo shopping. Ma occhio alle truffe, sempre in agguato anche per i clienti diventati furbi: il prodotto in svendita non dev’essere difettoso e deve sempre essere provvisto del cartellino che riporti prezzo originale, percentuale di sconto e prezzo scontato.
Sarebbe buona abitudine fare un giro di perlustrazione nei negozi prima dell’arrivo dei saldi per controllare la merce e i prezzi, e poi tornare dopo l’inizio delle svendite per vedere se le offerte sono reali. Diffidare sempre dei prezzi superscontati e magari confrontare le offerte su più negozi. E’ fondamentale controllare l’etichetta prima di pagare: nei capi di abbigliamento più allettanti e convenienti spesso mancano le indicazioni previste per legge (composizione del tessuto, indicazioni sulla corretta cura del capo). Questo perché a volte, benché la cosa sia vietata dalla legge, i capi più convenienti sono prodotti appositamente per le svendite di fine stagione. Quanto alla restituzione o al cambio dei capi difettosi, valgono le stesse regole che per la merce acquistata non in saldo, l’importante è conservare sempre lo scontrino.