Bel gioco e risultati strizzando un occhio all’Europa
di Nino Aritzu
Requiem per la Juventus. Fuori dalla Champions e caduta rovinosamente a
Cagliari e a Bari. Requiem anche per il campionato: troppo forte l’Inter, troppo deboli le sue antagoniste. Lo stesso Milan, esaltato per il suo schema ultra offensivo, alle prime difficoltà si è dimostrato troppo sbilanciato e troppo legato alle giocate dei suoi campioni. La sconfitta con il Palermo lo ha dimostrato. Tutto il resto è molto interessante ed equilibrato.
Tante squadre in pochi punti in lotta per il quarto posto in Champions e per l’Europa League. Anche il Cagliari, che è una delle squadre in possesso del gioco migliore. Anche se ha l’incapacità di raccogliere quanto di buono semina. Contro il Milan, a Palermo e contro il Napoli ha perso punti importanti in questa lunga corsa verso l’Europa, posto che comunque vada, a salvezza raggiunta, i rossoblù avranno poco da recriminare se si pensa che nel lotto delle avversarie ci sono squadroni costati dieci - venti volte tanto. Un fatto è certo: il Cagliari piace.
Ai suoi tifosi, agli opinionisti. Per il suo calcio sbarazzino, per la sua capacità di non sprecare i palloni, per le prodezze individuali che spesso risolvono la partita (il gol di Nenè alla Juve, per esempio, le reti in serie di Matri, nuovo idolo dell’attacco rossoblù, il cuore dimostrato nella rocambolesca partita contro il Napoli). Un po’ meno al suo presidente Cellino. Un po’ ci fa, un po’ c’è, ma il patron non è mai banale e anche quest’anno, scovando Nenè in Portogallo, ha dimostrato di capire di calcio come pochi. Le sue uscite sono sempre roboanti. Per scuotere i giocatori, per tenere vivo un ambiente che forse si sta abituando troppo bene.
Invece il Cagliari in Serie A è davvero un miracolo, considerando il potere economico di una regione che per industria e Pil è in serie C. E allora forse Cellino fa bene a farsi sentire, a tuonare a turno contro tutti. D’altronde può permetterselo: sarà uno dei primi presidenti ad avere uno stadio tutto suo. Questo è il futuro, lo hanno capito da anni in Inghilterra. Se poi la Karalis Arena verrà inaugurata per le sfide europee del Cagliari, allora sarà davvero la quadratura del cerchio.