Un Natale ecologico col presepe ecocompatibile
di Ivan Murgana
Nulla è lasciato al caso. Dagli scenari naturali, passando per gli edifici per arrivare
ai dettagli più piccoli, ogni centimetro della loro “creatura” sembra reale, perché per Mario Cabras e Valeria Deriu, marito e moglie uniti dalla passione per i presepi, per ogni allestimento della Natività la parola d’ordine è perfezione.
“Ognuno di noi ha dei compiti ben precisi - spiega Valeria Deriu - mio marito ad esempio cura maggiormente l’aspetto artistico come la colorazione dei presepi: io invece mi occupo della struttura cercando di utilizzare il più possibile materiali riciclati. Dopo aver seguito varie strade nella realizzazione dei presepi al momento ci piace realizzarli più simili a quelli storici che a quelli popolari, attenendoci fedelmente alla ricostruzione dell’ambiente della Natività.” Insomma per dare veridicità al presepe, marito e moglie, allestiscono scenari che richiamano i paesaggi mediorientali, tanto simili alla Betlemme in cui nacque Gesù.
“Nell’immaginario collettivo il presepe è quello di ambientazione un po’ “alpina”: tanto verde, rocce scure, tetti spioventi, fiumi, ponti, cascate e fontane - spiega Mario Cabras - siamo quindi giunti ad un saggio compromesso che consiste, pur inserendo caratteristiche di entrambi, nel non esasperare nessuno degli elementi che contraddistinguono le due tipologie di presepe.” Per realizzare la struttura che non appena ultimata e uniformata verrà rinforzata da diversi strati di gesso liquido, viene adoperato il polistirolo. Il tutto viene poi arricchito con particolari realizzati con materiali naturali come gli infissi in legno, la vegetazione, i sentieri. Ciò che però da vita al paesaggio è la colorazione eseguita da Mario con l’aerografo che, mettendo in evidenza le diversità cromatiche, le imperfezioni murarie e tutti gli altri particolari, conferisce alla roccia ed agli edifici un aspetto incredibilmente realistico.
“Ci tengo a precisare, come già accennato prima, che fatta eccezione per il gesso, la colla, il muschio ed i colori tutto il resto è ottenuto riciclando materiali altrimenti destinati alla discarica, lo stesso polistirolo della struttura del presepe è ricavato dagli imballaggi di elettrodomestici che amici e parenti ci conservano in occasione di un acquisto - chiarisce Valeria Deriu - le pietre dei muretti a secco ad esempio sono ricavate una ad una dalle vaschette per alimenti. Il legno degli infissi proviene invece da vecchie cassette per la frutta: il pietrisco del pavimento lo otteniamo sminuzzando in un mortaio avanzi di cartongesso per l’edilizia, mentre la vegetazione la creiamo dai rami potati in terrazza durante tutto l’anno.” In pratica parte del lavoro consiste nella raccolta e conservazione di oggetti che torneranno utili al momento della realizzazione vera e propria del presepe.
“I tempi per la realizzazione variano in base al numero e al tipo degli elementi che costituiranno il presepe - spiega Mario Cabras - normalmente gli edifici richiedono più precisione e più fasi di lavorazione rispetto alla roccia, muri in pietra e fontane contribuiscono ad aumentare ulteriormente il tempo necessario. Anche la stagione in cui vengono realizzati influisce, questo perché le varie fasi necessitano di un periodo di asciugatura, possibilmente all’aperto, i cui tempi ovviamente si riducono durante l’estate e aumentano in caso di giornate umide e fredde tipicamente invernali. Diciamo che orientativamente due settimane sono sufficienti per ultimare un presepe di dimensioni medie se nel frattempo ci sono state almeno quattro o cinque giornate di sole.”