Festa del Redentore a Nuoro

La Festa del Redentore a Nuoro è una festa tradizionale di Nuoro che viene celebrata l’ultima domenica di agosto, tra la città e la sua montagna, il monte Ortobene. Viene celebrata, oltre che con manifestazioni religiose, con un grande spettacolo di folklore.

La Festa del Redentore a Nuoro, ricorda la posa della statua del Redentore eseguita dallo scultore calabrese Vincenzo Jerace e la successiva benedizione e consacrazione del monte Ortobene, avvenuta nel 1901.

L’omaggio al Redentore ha infatti avuto origine con il Giubileo del 1900, in occasione del quale il Papa Leone XIII volle che venissero collocati sopra 19 vette d’Italia altrettante immagini di Gesù Redentore.

Festa del Redentore a Nuoro

La statua, realizzata interamente in bronzo, è stata eretta sulla cima del Monte Ortobene il 29 agosto del 1901, ed è frutto della fede e della generosità del popolo sardo che, quotandosi, raccolse i fondi necessari alla costruzione del monumento.

Anche per questo motivo l’omaggio al Redentore è la festa della Sagra del Redentore a Nuoro, sia religiosa che folkloristica e civile, più autentica e radicata nella cultura della Sardegna centrale, in particolare della Barbagia, che vede sempre una grandissima partecipazione da tutta l’isola e la presenza, sempre in aumento, di turisti italiani e stranieri.

Questo appuntamento di fine estate risulta per molti un’occasione unica per ammirare la varietà e la ricchezza dei costumi tradizionali della Sardegna. Gli altri grandi raduni folkloristici dell’isola, la sagra di Sant’Efisio a Cagliari e la Cavalcata Sarda a Sassari, infatti, si svolgono nel mese di maggio.

Festa del Redentore a Nuoro 2017

La festa civile si svolge la domenica precedente la data del 29 agosto, La sfilata pomeridiana dei gruppi folkloristici provenienti da diversi centri della Sardegna, con centinaia di figuranti vestiti dei costumi caratteristici di ogni pur piccolo paese, è aperta dai carabinieri a cavallo e da un tipico carro a buoi e si chiude con i gruppi a cavallo.

Fin dai primi anni del XXI secolo, inoltre, la sfilata dei costumi è preceduta, la domenica mattina o ancora prima, dalla sfilata delle maschere tradizionali del carnevale barbaricino e sardo in genere.

Conclude la giornata il festival regionale del folklore che riempie di folla l’anfiteatro comunale per ammirare i gruppi di ballo sardo che propongono coreografie tipiche accompagnate dalla musica delle launeddas, delle fisarmoniche o dai suggestivi canti a tenore.

La festa religiosa, non meno suggestiva e partecipata, inizia la sera del 28 agosto con una fiaccolata di preghiera lungo le strade cittadine e prosegue il 29 di prima mattina con il pellegrinaggio a piedi dalla cattedrale alla statua sull’Ortobene per poi concludersi con la messa solenne accompagnata dai canti dei cori nuoresi in costume e una processione con il simulacro della statua.

La statua del Redentore

La statua del Redentore è collocata su una cima del monte Ortobene, ad un’altezza di 925 metri slm.
È un’opera bronzea dello scultore Vincenzo Jerace, e venne eretta nel 1901 in occasione della celebrazione del Giubileo, allorché papa Leone XIII chiese che venissero innalzati monumenti a Gesù redentore in tutte le regioni d’Italia.

La sola statua senza piedistallo supera i 4 metri di altezza e pesa circa 2 tonnellate. Venne fusa a Napoli e giunse in Sardegna via mare, suddivisa in varie parti che furono trasportate sulla montagna con carri a buoi e quindi assemblate.

Benché il panneggio svolazzante, sul cui lembo si regge la figura del Risorto con la croce innalzata, dia un’impressione di aerea leggerezza, l’imponente opera è perfettamente equilibrata e solo dopo 111 anni di esposizione a forti venti e a notevoli escursioni termiche, è stato necessario intervenire con un restauro strutturale.

Sul palmo della mano benedicente, rivolta verso la città di Nuoro, l’artista fece incidere la dedica: A Luisa Jerace, morta mentre il suo Vincenzo la scolpiva.

Dietro il piede destro del Cristo vi è il volto di un bambino, a Nuoro erroneamente identificato come un angioletto o un diavoletto, e che in realtà, come ebbe a scrivere lo stesso autore, rappresenta l’umanità che al cospetto di Dio è come un bambino.

Il 29 agosto di ogni anno vi si celebra una messa solenne che conclude una sagra ricca di fascino soprattutto per la sfilata dei costumi, canti e balli tradizionali a cui partecipano tutti i paesi della Sardegna.

Sagre e Feste tradizionali in Sardegna

Maggiori informazioni:
Regione Autonoma della Sardegna – Sito istituzionale della Cultura www.sardegnacultura.it
Comune di Nuoro www.comune.nuoro.it